Rassegna stampa
Jul 27th, 2008 by Romina
Solo tre notizie.
- Sul blog dei giornalisti Rizzo e Stella è stata pubblicata l’interessante lettera di un imprenditore statunitense d’origine pugliese, il quale ha giurato che non parteciperà mai più a bandi pubblici italiani per la comunicazione. Leggendo la lettera si può capire quanti e quali soldi pubblici, questa volta dati dall’Unione Europea, sono stati disinvoltamente sprecati in nome dei soliti giochi di potere.
Questa notizia è anche l’occasione per far conoscere il blog di Rizzo e Stella, pubblicato nelle pagine del Corriere on line e aperto ai commenti dei
lettori.
- «Per noi padani è inevitabile alzare il dito medio quando sentiamo versi che ci ricordano che siamo schiavi di Roma. Non c’è dolo». Queste acute parole sono di Mario Borghezio e riguardano la questione, nota a tutti, dell’elegante gesto di Bossi indirizzato all’inno nazionale durante il Congresso della Liga Veneta una settimana fa. Ogni possibile commento a frasi del genere risulta inevitabilmente scontato: si potrebbe infatti obiettare ai leghisti che proprio a Roma essi ricevono lautissimi stipendi, quegli stipendi che, se fossero rimasti in Padania, probabilmente non avrebbero mai visto nemmeno con il binocolo.
Un commento scontato, appunto. C’è però una novità: sembra si stia pensando di procedere contro Bossi per violazione dell’articolo 292 del codice penale: «Vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato», punito con «la reclusione da uno a tre anni» . Prima, come c’informa un articolo del Corriere, occorre valutare bene il caso.
Sulla crassa ignoranza di Bossi circa il significato del testo dell’inno, secondo il quale in realtà, e a differenza dell’interpretazione estemporanea del leader leghista, non è l’Italia a essere schiava di Roma ma la “vittoria”, stendiamo un velo pietoso per non infierire.
- Le imprese, in caso di irregolarità, non saranno più obbligate a trasformare in tempo indeterminato il contratto dei lavoratori precari. Lo prevede un emendamento del governo, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxiemendamento, che preclude ai lavoratori precari la possibilità di ottenere dal magistrato la stabilizzazione del rapporto. Se il Senato non modificherà il testo, la condizione di precario potrebbe così diventare permanente…Stando così le cose, il datore di lavoro potrà effettuare una serie pressochè infinita di contratti a termine, rischiando al massimo una sanzione di importo pari a sei mensilità.
Questo stralcio è tratto da un articolo del Corriere.
ciao Romina, questo post ricco di tre importanti spunti mi fa pensare con tristezza alla possibilità che hai annunciato di chiudere il blog e mu auguro che non ce ne priverai. ma veniamo ora al nocciolo delle tre questioni:
1) ho letto attentamente la lettera, molto intelligente, dell’imprenditore italo-americano e ci ravviso una critica che rispecchia anche quella che è la mia esperienza di borsista, con borsa di ricerca vinta proprio la Regione Puglia. i ritardi con i quali sono state assegnate le borse sono stati notevoli, lasciando nell’ansia tantissimi ragazzi in cerca di una possibilità di occupazione. Le aziende presso le quali i laureati hanno svolto la loro ricerca non sono state né impegnate Né incentivate ad assumere tali risorse al termine della borsa e - io che sto in contatto con gli altri vincitori della borsa - so che quasi nessuno di essi verrà tenuto dall’azienda. ci sono aziende che hanno avuto la possibilità di sfruttare il lavoro di 18 mesi di diversi borsisti (anche 10 per azienda!) e non ne assumeranno neppure uno. Qualsiasi comunicazione con la responsabile della misura è impossibile: non risponde al telefono e non risponde alle mail dal giorno in cui è uscita la graduatoria. inoltre anche la stessa graduatoria lascia spazio a molti dubbi, visto che riporta il punteggio totale e i punteggi parziali stabiliti, senza contare il fatto che c’erano sezioni che concorrevano non poco all’attribuzione del punteggio, sezioni come “motivazione del candidato”, che lasciavano spazio a moltissima arbitarietà da parte dei valutatori.
p. s. pensa che la REgiona l’ha tirata così per le lunghe che moltissimi hanno rinunciato alla borsa e in graduatoria sono rientrati tutti gli esclusi. Tutti.
2) i leghisti si commentano da soli. ora estenderanno l’immunità pure a Bossi.
3) la flessibilità secondo me, in sé per sé, è una cosa buona che dovrebbe aprire più possibilità, garantire la meritocrazia e creare una maggiore mobilità sociale.
invece l’hanno trasformata in precarietà, ma precarietà solo per alcuni, soprattutto giovani, a cui hanno scippato ogni prospettiva, ogni possibilità di fare progetti, ogni certezza. non sono invece interessati i figli dei vecchi marpioni, politici e sindacalisti, tutti sistemati e al sicuro e spesso in ruoli abbondantemente superiori alle loro reali competenze e preparazione.vabbé la finisco qui che ho il dente avvelenato, come si è potuto capire.
Ciao!
Il tuo racconto purtroppo non mi meraviglia. Siete stati utili alle aziende che hanno ricevuto la vostra collaborazione, ma adesso non servite più. Il problema è che in Italia, finito un rapporto di lavoro, non è certo facile trovarne presto un altro.
In effetti la flessibilità, in Italia, è precarietà e basta. Solo che certe categorie di persone non hanno tale problema, ma predicano agli altri, dall’alto delle loro inamovibili posizioni, la necessità della flessibilità, ossia del precariato. Infatti:
Arabafenice@ i figli dei vecchi marpioni, politici e sindacalisti, tutti sistemati e al sicuro e spesso in ruoli abbondantemente superiori alle loro reali competenze e preparazione…
Appunto.
Sono riusciti a “precarizzare” a vita i precari!