Emergenza igiene
Apr 25th, 2007 by Romina
In questi giorni i giornali hanno dato spazio all’emergenza siccità, e hanno definito gli italiani “spreconi” per quanto riguarda il consumo d’acqua.
Ieri, sul Corriere, è comparso un articolo di Fulco Pratesi dedicato a tale problema. Lo stravagante autore, Presidente italiano del wwf, ha spiegato quali sono i suoi discutbili comportamenti quotidiani per limitare il consumo d’acqua.
Fra le altre cose, Pratesi ha criticato l’eccessiva tendenza degli italiani a lavarsi. Il poco lindo ecologista non ama farsi la doccia una volta al giorno, e preferisce optare per l’antico vezzo di “un solo bagno il sabato mattina”. Che usi la bagnarola al posto della vasca, in modo da contenere i litri d’acqua e da riutilizzarli per il bagno del sabato successivo? Visto il disgustoso scenario, tutto può essere.
E ancora (mi scuso per l’argomento poco fine, ma devo citare testualmente), secondo lo zozzone Pratesi non vi è alcuna ragione di cambiarsi le mutande ogni giorno. Da notare che questi indumenti stazionano in una zona del corpo non troppo pulita per sua stessa struttura e costituzione, ma Pratesi sembra non averlo capito: “Le mutande possono durare più di due o tre giorni…un individuo sano, che non mangi troppo aglio e non sudi in maniera eccessiva, può benissimo avere una vita di relazione senza lavarsi troppo“. Preferisco non approfondire il tema della “vita di relazione” cui Pratesi si riferisce, dal momento che comprende un ampio raggio di variegate esperienze, per molte delle quali la pulizia è assolutamente indispensabile.
Fra moglie e marito non mettere il dito, d’accordo, ma in questo caso consigliamo alla moglie del suddetto i letti separati.
Fulco Pratesi non ha compreso che ordine e pulizia personale sono conquiste del vivere civile. Si può risparmiare l’acqua e usarla correttamente anche facendosi una bella e sana doccia al giorno, e lavando la biancheria frequentemente.
Mi è capitato varie volte d’incontrare persone poco pulite, persone da “un bagno a settimana” e da lavatina “del gatto” alla sera, in stile Fulco Pratesi, persone oltretutto inclini ad indossare biancheria non proprio pulitissima, e ne ho sempre ricavato una brutta impressione: cattivi odori, patina grigiastra sulla pelle, un olezzo di stantio tutt’intorno, mancanza di freschezza.
Anni fa, mi capitò persino con un giovane avvocato che conosco molto superficialmente. Gli passai vicino: era vestito in giacca e cravatta firmate, elegantissimo, ma emanava un olezzo così intenso da lasciarmi interdetta. In quel caso specifico mi accorsi che non si era cambiato certi indumenti da qualche giorno, e non mi soffermo oltre sulla vicenda.
Lo ripeto volentieri: si può risparmiare acqua ed evitare di sprecarla in moltissimi modi. Ma non si può rinunciare a lavarsi adeguatamente ogni giorno e a lavare i propri indumenti. E anche l’uso del deodorante, deprecato da Pratesi nel suo articolo, è in molti casi assolutamente indispensabile, e non dobbiamo spiegare perché addentrandoci in particolari poco poetici.
Solo da pochi decenni noi italiani siamo usciti dalla miseria e dalla sporcizia ad essa correlata: un tempo mancavano i bagni, le docce, l’acqua calda e tutte le comodità che fortunatamente abbiamo ora. Ecco, speriamo davvero di non dover regredire al Medioevo con la scusa del problema della siccità.
E al contrario di quanto afferma Pratesi, sono ancora troppe le persone che si lavano poco e male, pur avendo bei bagni nuovi nei loro appartamenti.
Devo essere sincero: l’articolo ha lasciato perplesso (per usare un eufemismo) anche me.
Anche perché Pratesi dimentica (volutamente?) di menzionare una delle cause degli sprechi d’acqua con cui ha titolato l’articolo, e cioè questa.
Dispiace doverla buttare sempre in politica, ma la situazione dei nostri acquedotti è nota a tutti (tranne che a Pratesi, evidentemente) da decenni. Vi risulta che qualcuno abbia mai fatto qualcosa?
Ciao.
Infatti è come dici tu, la situazione degli acquedotti è nota e grave. E non solo non hanno mai fatto niente, ma temo che vogliano continuare su questa strada. Dipende sì dalla politica.
A mio modesto parere, il Corriere dovrebbe vergognarsi di aver pubblicato un articolo del genere. Bisognerebbe spronare la gente a lavarsi, adesso che finalmente ne abbiamo la possibilità, e non celebrare la sporcizia corporale.
Non ho parole…
Sottoscrivo la questione acquedotti, più volte menzionata da diverse fonti. Ma vogliamo parlare delle limitatissime situazioni in cui si raccoglie l’acqua piovana? E del fatto che si usa acqua potabile per lavare l’auto e per lo sciacquone del water? Si potrebbe continuare…
Vorrei solo sottolineare una cosa. Pratesi ha esagerato, quello è fuori di dubbio. Io, al suo posto, non sarei sceso in particolari imbarazzanti (vedi la periodicità del ricambio delle mutande), anche e soprattutto perchè non tutte le persone sono uguali (c’è gente che potrebbe fare a meno del deodorante e gente che dovrebbe metterselo ogni dieci minuti) e - non ultimo - perchè certi particolari non erano dovuti. Ciò che non sottovaluterei, però, è l’essenza del discorso, ovvero un uso cosciente e consapevole dell’acqua. Se ci fermiamo a disquisire sul fatto che le mutande vadano cambiate più volte al giorno o una volta a settimana, secondo me, perdiamo di vista il tema…
Questo non toglie che c’erano mille altri modi - migliori - di comunicare la cosa.
Edo
p.s. Vestito firmato e mutanda in putrefazione. Come a dire: essere ed apparire… Giovani avvocati crescono… (p.s. un bel corsetto di igiene personale a Giurisprudenza no? :-D)